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    July 15

    Poulsen al Marsiglia per 8 milioni

    Poulsen al Marsiglia per 8 milioni

    La Juve investirà poi su Caceres

    Poulsen

    Martedì a Torino nella sede della Juventus Secco ha dato mandato al gruppo Morabito di trattare la cessione di Poulsen al Marsiglia dopo che Deschamps ha chiamato il diesse bianconero. La Juve può incassare 8 milioni che girerà al Barcellona per arrivare ad annunciare il promettente 22enne difensore uruguaiano Caceres. Daniel Fonseca che lo gestisce ha ammesso in un'intervista radiofonica l'esistenza della trattativa.

    In dieci gironi l'affare può chiudersi. Sull'uruguaiano ci sarebbe anche il Galatasaray. Nell'estate del 2008 è stato prelevato dal Villarreal per 16,5 milioni di euro, ma Guardiola lo ha utilizzato veramente poco. Tredici presenze nella Liga 2008/2009, solo 8 delle quali dall'inizio.

    15 luglio 2009

    Oggi il debutto della nuova Juve

    Bianconeri senza Sissoko e Diego

    Zebina e Trezeguet, foto AP/Lapresse

    Prima uscita stagionale per la "nuova" Juventus. I bianconeri scenderanno oggi in campo alle 17.30 a Pinzolo contro la Cisco Roma. Per Ciro Ferrara la possibilità di testare i nuovi schemi provati in questi giorni di intenso allenamento. Niente amichevole, però, per Sissoko e Diego (quest'ultimo molto atteso), entrambi sono affaticati. Anche il capitano Alex Del Piero dovrebbe partire dalla panchina. In attacco spazio a Trezeguet e Amauri.

    In mattinata ancora bianconeri in campo per un altro allenamento. Per il resto il tecnico ha in mente di far giocare la sua Juve con un 4-3-1-2. Tra i pali ci sarà Manninger, difesa a quattro con Bamba, Grygera, Ariaudo e Molinaro. A centrocampo Tiago, Zanetti ed Esposito. Poi Daud a supporto di Amauri e Trezeguet.

    E TU CHI FARESTI GIOCARE?

    15 luglio 2009

    July 12

    Summer Village in delirio per Del Piero

     

    12 luglio 2009

     

    E’ stata una domenica di festa per le migliaia di tifosi bianconeri giunti a Pinzolo e l’epilogo non è stato da meno: al termine dell’allenamento pomeridiano infatti, sul palco del Summer Village, è salito il capitano, Alessandro Del Piero, portando l’entusiasmo alle stelle in uno dei momenti più attesi dal pubblico. Alex ha ringraziato tutti per l’affetto con cui è stato accolto e ha risposto con grande simpatia alle tante domande rivoltegli da Valeria Ciardiello e dj Nanà, alcune serie, altre decisamente più leggere. Parlando di questi giorni di ritiro il capitano ha confermato la sensazione, comune a tutti, che la squadra sia fortemente motivata: «Stiamo lavorando con molto entusiasmo, anche se questo non è un momento facile vistala fatica, ma d’altra parte è giusto così. Questi sono giorni importanti, l’allenatore, lo staff, alcuni compagni sono nuovi, ma tutto sta andando bene e speriamo che continui così, perché vogliamo vincere. Ci auguriamo che sia una grande stagione, migliore di quella passata».

    Dopo aver ringraziato Diego, che lo aveva definito genio del calcio, Del Piero si è detto felice di essere vicino a casa: «Le Dolomiti fanno parte di me, visto che sono veneto e dunque le sento mie, anche se siamo dall’altro lato. Qui l’ambiente è spettacolare, per il panorama, ma anche per l’accoglienza che ci viene riservata». Infine Alex ha soddisfatto le curiosità del pubblico, confidando di chiamare Ferrara mister e non Ciro,  svelando quali erano i suoi cartoni animati preferiti da ragazzo (Goldrake e Holly e Benji) e quale lavoro avrebbe voluto fare se non fosse diventato un calciatore (l’elettricista). Infine, a chi gli chiedeva come passasse il suo tempo libero durante il ritiro, ha risposto con una battuta: «A una certa età, si deve riposare». Il riposo del guerriero.

     

     

    Alex e Brazzo, doppiette in partitella

    12 luglio 2009

     

    Giornata di lavoro duro per la Juventus a Pinzolo. Come annunciato dallo staff tecnico nei giorni scorsi, da oggi si sarebbe intensificato il lavoro atletico e le premesse sono state rispettate. I bianconeri hanno iniziato la seduta mattutina svolgendo prima una parte tecnica. I difensori sono stati seguiti da Maddaloni, perfezionando i movimenti in fase di non possesso palla, mentre i centrocampisti e gli attaccanti hanno lavorato con Ferrara e Sormani su triangolazioni e verticalizzazioni. Dopo circa trenta minuti è iniziata la seduta atletica, con i bianconeri divisi per ruolo e impegnati in quattro ripetute da 1.200 metri. Ancora una volta si è distinto Christian Poulsen che, in coppia con Momo Sissoko, ha fatto segnare ottimi tempi. «Si tratta di un lavoro di potenziamento aerobico, che verrà ripetuto nei prossimi giorni, dopo aver valutato le risposte dei giocatori», ha spiegato ai microfoni di Juventus Channel il preparatore atletico Andrea Scanavino. Alessandro Del Piero e Diego non hanno preso parte alla seduta con i compagni, lavorando il palestra.

    In palestra Diego, questa volta con Crisitano Zanetti, è rimasto anche durante la seduta pomeridiana, mentre il capitano è sceso regolarmente in campo. La squadra è stata prima impegnata in una serie di partitelle a campo ridotto dieci contro dieci, giocando prima con due tocchi al volo e regalando spettacolo, in particolare con due conclusioni di Sissoko fuori di poco e con una plastica rovesciata di Amauri bloccata da Kirev. Dopo la sfida a un tocco rasoterra, i giocatori sono stati nuovamente divisi in due gruppi. Ancora azioni in profondità e conclusioni a rete per centrocampisti e attaccanti, mentre i difensori hanno curato il posizionamento sui cross e l’uno contro uno.
    Successivamente, ancora una partitella, su metà campo otto contro otto, terminata 4-3 per la formazione con le pettorine verdi che schierava in attacco Del Piero e Amauri, entrambi in gol. Il capitano ha realizzato una doppietta, così come Hasan Salihamidzic, suo avversario di giornata. Le altre reti portano la firma di Tiago per i verdi e Trezeguet per i bianchi. Lunedì Ferrara concederà mezza giornata di riposo alla squadra che sosterrà dunque il solo allenamento mattutino.

     

     

    Sissoko: «Non abbiamo paura di nessuno»

    12 luglio 2009

     

    La controprova non potrà mai esserci, ma sono in tanti a pensare che senza l’infortunio di Sissoko (frattura del piede nel derby con il Torino) la stagione 2008/09 della Juventus avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Il franco-maliano è entrato nel gruppo bianconero e nel cuore dei tifosi con la forza di un ciclone.

    Subito decisivo per le sorti della squadra, fin dal suo inserimento nel gennaio 2008. Determinante per tutto l’anno solare e fino al momento dello stop anticipato. Un infortunio che, a distanza di tempo, Momo racconta così: «Nella partita contro il Catania ho sentito un dolore al piede, per questo mi sono
    fermato una settimana e poi ho ripreso a giocare. Fino al derby quanto ho sentito un dolore più importante e lì abbiamo deciso di fare l’intervento. Sono io che ho deciso di voler continuare a giocare dopo il primo stop, non gioco solo quando non me la sento e quando succede lo dico. Mi è spiaciuto non esserci nel finale di stagione, ma non credo che tutto sia dipeso dalla mia assenza, siamo una squadra e un giocatore da solo non può essere determinante. Anche se mi fa molto piacere sentire la fiducia da parte dei compagni e della società».

    Ora Sissoko è tornato, con una nuova capigliatura non passata certo inosservata e ancora più deciso. Lo si è visto dai primi giorni a Pinzolo. Nei test atletici proposti da Massimo Neri è sempre stato tra i migliori e anche nelle parole è pronto alla battaglia: «Stiamo lavorando duro in questi giorni anche per fare gruppo, la forza di squadra deve essere la nostra arma in più. La società ha fatto bene e con i nuovi acquisti ci siamo rinforzati rispetto allo scorso anno. Diego? E’ un bravo ragazzo e un grande calciatore, come ha dimostrato nel Werder e noi siamo sicuro che lo farà anche qui. Con lui cambieremo il modulo, ma la cosa non mi spaventa, sono pronto a mettermi a servizio dei compagni».

    Una Juventus con una marcia in più rispetto all’anno scorso, quando solo un calo finale – proprio nel periodo senza Sissoko – ha fatto sfumare le possibilità di lotta per lo Scudetto. Momo è quindi pronto a candidare la squadra per una grande stagione: «L’Inter ha vinto gli ultimi Scudetti, ma noi non ci siamo mai sentiti inferiori. Ora noi ci siamo rinforzati e non abbiamo paura di nessuno. Non credo sarà una corsa a due, altre squadre sono migliorate e saranno pronte a lottare».

     

     

     

    Domenica da tutto esaurito a Pinzolo

     

     

    12 luglio 2009

     

    Come da previsioni, dopo il sabato anche la domenica ha fatto registrare il tutto esaurito a Pinzolo. Spalti gremiti per entrambe le sedute dirette da Ciro Ferrara e tantissima gente in tutto il Summer Village e per le strade del centro della Val Rendena.

    Almeno 10mila (stando alle cifre fornite dall'organizzazione locale) i tifosi che sono accorsi in Trentino per vedere i primi passi del gruppo, anche se privo dei Nazionali. Occhi puntati soprattutto su Diego, già diventato idolo della gente bianconera. Il suo nome è tra i più richiamati insieme a quello di Alessandro Del Piero.

    Il brasiliano e il capitano hanno dato vita anche ad un’insolita sfida finita in parità: quella delle magliette vendute. Nel negozio di prodotti ufficiali presente al Summer Village non si trovavano più maglie con i numeri 10 e 28, fin dal primo pomeriggio.

    Almeno un’ora di tempo di attesa prima di entrare nello stand per acquistare i prodotti del merchandising bianconero. Tra i prodotti più ricercati, l’oscar è andato alla seconda maglia, quella color acciaio, subito richiestissima dal popolo juventino.  

    Per maggiori informazioni sulla Juventus in Trentino, clicca qui

     

     

     

    June 20

    Cobolli: "Puntiamo su D'Agostino"


    "Rossi? Dipende dal prezzo..."

    Cobolli Gigli

    Diarra, D'Agostino, Giuseppe Rossi. Sono i tre nomi su cui gira il mercato della Juve. Per il centrocampista dell'Udinese il presidente Cobolli Gigli è ottimista, le altre operazioni sono in stand by: "Puntiamo su D'Agostino, bisogna vedere se riusciremo a trovare un accordo economico finanziario con l'Udinese". Sarebbe possibile uno scambio Trezeguet-Rossi? "Bisogna capire se il Villarreal è disposto a pagare a Trezeguet il suo attuale stipendio".

    Cobolli Gigli, arrivando in Lega a Milano, approfondisce insomma il tema del mercato bianconero: "Una settimana fa ho detto che eravamo a metà strada per D'Agostino, ora non saprei dire se abbiamo fatto un passo indietro o un passo avanti. La volontà nostra c'è e credo anche dell'Udinese, il giocatore ha espresso una grande determinazione di venire a giocare con noi, ora deve quadrare anche il denaro".

    Diarra? "Quando ci sono ancora tante settimane alla chiusura del mercato bisogna tenere tante alternative, e questa è stata una delle finalità del viaggio in Spagna di Secco". Potreste fare uno sforzo economico su un giovane come Giuseppe Rossi? "Rossi non era nei nostri programmi e comunque noi dobbiamo prima affrontare il tema Trezeguet, che è merce preziosa per la Juventus: è un grande attaccante, se rimane e vuole accettare di non avere la certezza di giocare sempre a noi va benissimo, se vuole andare via bisogna trovare una squadra che gli dia l'ingaggio che lui desidera e a quel punto potremo pensare anche ad altre soluzioni. Rossi è un grandissimo calciatore, è stato fondamentale contro gli Stati Uniti, nella seconda ha giocato meno bene, dimostrando che anche i grandi campioni hanno alti e i bassi. Il problema del sacrificio economico è correlato alle prestazioni. Se lo avessero venduto dopo la partita con gli Usa avrebbero fatto qualche milione di euro in più, dopo quella di ieri a qualche milione in meno, quindi si tratta di capire quali sono i prezzi veri di questi giocatori".

    Ma sarebbe possibile uno scambio Van Nistelrooy-Trezeguet? "In questo momento può capitare di tutto, se dicessi che è ipotizzabile esagererei, ma degli scambi possono avere una loro utilità. E' ancora presto per dire se ci sono offerte interessanti per Trezeguet".

    Il parere di Del Piero conta? "Conta, sempre. Credo che sia in Florida. Prima ancora conta il parere di Ferrara e poi le decisioni di Blanc e Secco". Ma il capitano rinnoverà? "Non credo che ci saranno problemi, è la nostra bandiera, lo sarà anche l'anno prossimo e quello successivo. Lasciatelo finire le vacanze e tornare a Pinzolo, poi cercheremo di affrontare l'argomento in maniera tempestiva che però non angoscia lui, che è un ragazzo con le sue certezze, e neanche noi che abbiamo le nostre convinzioni".

    19 giugno 2009


    June 16

    Juve, via libera per Dossena

    Il Liverpool prende Johnson e lo lascia

    Dossena

    Strada libera per la Juve nell'affare Dossena. L'esterno sinistro che piace tanto a Ciro Ferrara e alla società, Alessio Secco in testa, è stato inserito da Rafa Benitez nella lista dei cedibili. Il Liverpool ha infatti trovato un accordo con il Tottenham per Glen Johnson e, a meno di un inserimento a sorpresa del Manchester City nella trattativa, l'affare si chiuderà a quota 18,5 milioni di sterline. Dossena è quindi a un passo dai bianconeri.

    Soddisfatto del suo presente in Inghilterra ma con un occhio rivolto al ritorno in Italia. Andrea Dossena, non più tardi di tre giorni fa, ha cercato di fare chiarezza sulla sua situazione: "Io sto benissimo al Liverpool - ha detto il difensore azzurro -. E' una grande squadra e per me si tratta di una grande esperienza. Ma l'Italia è la mia patria e, come ha detto anche Lippi, sarebbe importante ritornare: avrò sempre un occhio di riguardo per il campionato italiano specialmente se l'occasione è con la Juventus. Se c'è la volontà di tutte e tre le parti, squadre e giocatore, l'affare si fa. Altrimenti salta tutto anche per un piccolo dettaglio. Vedremo cosa succederà...".

    16 giugno 2009

    March 15

    Giovinco riaccende la Juve

    Contro il Bologna i bianconeri chiudono in svantaggio il primo tempo (Mutarelli). Nella ripresa subito il pareggio di Salihamidzic, poi segna la Formica Atomica, scatenata, infine sale in cattedra Del Piero con due gol d'autore e una traversa

    Sebastian Giovinco festeggiato da Claudio Marchisio: la nouvelle vague bianconera. Reuters

    Sebastian Giovinco festeggiato da Claudio Marchisio: la nouvelle vague bianconera. Reuters
    TORINO, 14 marzo 2009 - La Juventus rialza la testa. Ci mette un tempo, contro il Bologna, forse ancora scossa dall'eliminazione dalla Champions. Ma poi rimonta con una super ripresa, trascinata da un Giovinco favoloso, il migliore della stagione, dopo l'ottimo scorcio di gara giocato contro il Chelsea. E supera la squadra di Mihajlovic 4-1, grazie ai gol di Salihamidzic, proprio Giovinco, e alla doppietta di capitan Del Piero. Vittoria che significa momentaneo -4 dall'Inter capolista, ma soprattutto è preziosa in considerazione delle 11 assenze per infortunio. A poche ore dalla polemiche scaturite dal caso Trezeguet. La Juve ha i nervi a posto, e non molla il sogno scudetto. Il Bologna ha giocato un ottimo primo tempo, poi si è smarrito. I punti dovrà cercarli su altri campi.
    MUTARELLI GOL - Il Bologna gioca un'ottima prima mezz'ora, sfruttando le tante assenze bianconere e il contraccolpo psicologico dell'eliminazione in Champions, che sembra condizionare la squadra di Ranieri. I rossoblù sfruttano la corsa di Bombardini e Valiani sulle fasce, sono ben coperti in mezzo, e in attacco confidano nell'estro del capocannoniere Di Vaio. Che al 24' inventa l'assist per il taglio da sinistra di Mutarelli, che elude il fuorigioco, semina Molinaro, e trafigge Buffon.
    ENERGIA GIOVINCO - La Juve sbanda un po', accusando il colpo, ma negli ultimi 10' trova lucidità ed orgoglio per provare una replica. Prima arriva una fortuita traversa di Giovinco su angolo da sinistra. Poi la Formica Atomica ci riprova con un destro tagliato da sinistra, Antonioli ribatte la conclusione centrale. La Juve la butta sul talento. Giovinco regala un assist a Del Piero, che sottorete spreca colpendo di spalla invece che di testa. Il capitano prova a rifarsi su punizione: di poco alta. All'intervallo è 1-0 Bologna.
    BRAZZO GOL - La Juve gioca un eccellente secondo tempo. Sempre in forcing. Trova subito il pari con Salihamidzic, di testa, su angolo da sinistra di Giovinco. Poi l'Under 21 e Del Piero, che di testa colpisce anche una traversa, si trovano la strada sbarrata da Antonioli. Il Bologna replica con il solito Di Vaio, di testa, provvidenziale il riflesso di Buffon.
    SUPER GIOVINCO - La rete del vantaggio la trova il migliore in campo. Giovinco. Che segna con un esterno destro spettacolare se voluto, sulla sponda di Iaquinta. La Juve mette la testa avanti.
    DOPPIO ALE - E chiude i conti con Del Piero, che di sinistro spiazza Antonioli dopo aver saltato Terzi. Ottavo gol in campionato di Ale. E partita chiusa. Dalla coppia fantasia. Con Del Piero che nel finale perfeziona la doppietta e colpisce anche un palo. Straripante.
    February 16

    Juventus-Chelsea, via alla vendita libera

    16 February 2009

     

    Una delle settimane più intense si avvicina. Marzo partirà all’insegna dei grandi eventi e lo stadio Olimpico di Torino è pronto ad aprire le sue porte. Sabato 7 marzo sarà la volta del derby di ritorno, martedì 10 la sfida di ritorno di Champions League contro il Chelsea.

    Due appuntamenti che nessuno vuole perdere e per i quali continua la caccia al biglietto da parte dei tifosi bianconeri. Per la stracittadina, a cura del Torino Football Club, prosegue a pieno ritmo la vendita dei tagliandi per la Curva Sud Scirea, per una volta adibita a Settore Ospiti. Restano ancora alcuni tagliandi e si va verso il tutto esaurito. Vedi articolo.

    “Tutto esaurito” diventeranno le parole d’ordine anche per la sfida con il Chelsea. Almeno stando al successo della fase di prelazione, in cui tutti gli abbonati hanno fatto valere il proprio diritto. Ora arriva finalmente il momento della vendita libera che partirà dalla mattinata di martedì 17 febbraio e durerà fino ad esaurimento tagliandi.

    I canali saranno quelli abituali: ricevitorie Lottamatica abilitati e Call center, mentre non sarà possibile l’acquistare via web.

    Per maggiori informazioni, consultare la sezione Biglietteria.


    Cobolli: «Cassano è un obiettivo Juve»

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    TORINO, 16 febbraio - «Penso che l'Inter abbia fatto un grande passo avanti. Nulla è chiuso, solo i numeri possono chiudere il discorso e non lo dicono. L'Inter sta dimostrando di essere una portaerei, ma come ha detto Mouirnho mancano 33 punti. Certo le altre squadre, come la Juve, devono vincerle le partite se vogliono restare in corsa». Inter in fuga, o quasi, ma tutto è ancora possibile, e la Juve non ha alcuna intenzione di mollare lo scudetto. Lo assicura il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli, intervenuto ai microfoni di 'Radio Anch'io lo Sport'.

    DISTRAZIONE CHAMPIONS - «L'Inter è una squadra molto strutturata e può permettersi di sopportare le fatiche della Champions - dice Cobolli -. La prova della verità ci sarà dalla settimana prossima quando inizieranno Champions e Uefa. Può succedere ancora tutto. Il campionato non è perso, la storia numericamente ci dimostra che ci sono stati grandi recuperi. Il ritorno della Champions può cambiare la scena, anche se non posso dire che l'Inter è una squadra migliore rispetto all'anno scorso».

    NESSUNA INVIDIA, E NESSUNA LAMENTELA - «A loro non invidio mai nulla, ma devo dire che Maicon è un grandissimo giocatore - commenta poi il presidente della Juve -. La mano di Adriano ieri sera nel derby? Il braccio di Adriano certo ha dato un tocco importante alla palla, anche se non sono in grado di giudicare. Gli arbitri? Vanno lasciati in pace, noi ci prendiamo i vantaggi che ogni tanto ci danno e sorvoliamo sugli errori che ci penalizzano».

    BASTA PALI - Cobolli si sofferma poi sulla prestazione della Juve contro la Sampdoria: «Ho visto i giocatori determinati a cercare di trovare prima il pari, poi la vittoria. Ho visto un bel gioco, mi auguro di non vedere più tanti pali come ieri. Il giorno dopo contano però solo i tre punti della vittoria o il punto del pareggio. Questa è la verità». Sulla stagione della Juve il giudizio è «positivo». «Ma è ancora sospeso perché aspetto la fine delle competizioni - afferma Cobolli -. Se andiamo avanti in Champions e in Coppa Italia, dimostrando ad esempio con il Chelsea che possiamo farcela il giudizio sarebbe ancora più positivo. Abbiamo dimostrato di essere rocciosi e con uno spogliatoio compatto».

    I GIOVANI - Il presidente bianconero assicura poi che la Juve proseguirà la politica dei giovani: «Nei nostri programmi il piano giovani deve continuare, abbiamo sfruttato l'opportunità della B per lanciarli e stanno diventando un corpo importante all'interno della squadra. Sono destinati a sostituire alcuni campioni della squadra. Sappiamo che dobbiamo fare un paio di innesti importanti per migliorarci ancora. Due giocatori che diano classe alla squadra, tenendo presente che Nedved l'anno prossimo potrebbe anche decidere di non giocare più. Noi molto vicini ad Aquilani? No, non è vero».

    IDEA CASSANO - Resta, comunque, vivo l'interesse per Antonio Cassano: «Cassano? Un ragazzo che sta diventando uomo, anche simpatico, divertente. E' un ottimo giocatore, il nostro ds Secco ha parlato dei nostri potenziali acquisti per la prossima stagione. Certamente Cassano è anche uno di quei nomi su cui stiamo ragionando».

    FIDUCIA A RANIERI - Confermata, poi, la fiducia al tecnico Ranieri: «Sono molto soddisfatto di Ranieri, ricordo che siamo secondi in classifica. Mi sembra che lui abbia preso una squadra l'anno scorso e la stia migliorando. Ha ancora un contratto con noi e sarà rispettato. Ieri ha dato una grande dimostrazione tecnico inserendo Giovinco e facendo giocare Tiago che sembrava un giocatore un po' perso».

    IL CHELSEA - In conclusione Cobolli parla della prossima sfida di Champions contro il Chelsea: «Prova importantissima, loro nelle ultime settimane stavano andando male ed ero rincuorato. Ora hanno cambiato allenatore e sono un po' preoccupato. Il fatto che il Chelsea abbia cambiato l'allenatore un pò mi preoccupa, perchè porta carica nuova. Ma penso anche che tutto sia nelle mani dei nostri giocatori, nella classe di campioni come Del Piero, Nedved e Buffon e nella voglia di fare dei bravi giovani che abbiamo. È una delle partite più importanti dell'anno».
    January 15

    La Signora di Coppe cala il tris

    14 gennaio 2009

    E’ più che mai una Signora di Coppe. Dopo aver fatto vedere grandi cose in Champions League, la Juventus parte col piede giusto anche in Coppa Italia Tim Cup. Nella gara secca valida per gli ottavi di finale, la squadra di Ranieri ha eliminato il Catania e ha prenotato il match dei quarti con il Napoli.

    All’Olimpico è un monologo bianconero e il 3-0 finale è persino stretto per la mole di gioco e di occasioni create. Apre Marchionni dopo quattro minti. Giovinco e Del Piero chiudono i conti intorno alla mezz’ora della ripresa. Due pali colpiti dal capitano, il portiere Bizzarri migliore dei siciliani.

    Mister Ranieri dimostra di tenere alla manifestazione e manda in campo una Juve di prim’ordine. Basta guardare l’attacco con Amauri-Del Piero e Giovinco a sostegno. Ma anche con i rientranti Buffon e Zanetti. Curiosità per il giovane Ariaudo subito dentro dall’inizio.

    E anche i suoi ragazzi dimostrano di voler proseguire il cammino e regalarsi i quarti con il Napoli. L’avvio è sprint con Giovinco che impegna subito Bizzarri. Ma il gol arriva già al 4’. De Ceglie va via a sinistra, centra per la testa di Del Piero che impegna l’estremo catanese: sulla respinta il più lesto è Marchionni che insacca da due passi.

    Buffon non può permettersi un avvio soft. Gli avanti siciliani si fanno vedere spesso dalle sue parti. Soprattutto con cross dalle fasce, ma anche un destro da lontano di Martinez che il portierone disinnesca con tranquillità. Tra i più in vista c’è Giovinco. Splendido il so scambio con Amauri e la botta al 20’: palla a lato di pochissimo. Il Catania non sta a guardare e prova ad attaccare, lasciando spazi in cui i bianconeri spesso si inseriscono con Marchionni, De Ceglie e lo stesso Giovinco.

    La ripartenza più pericolosa al 37’. Giovinco è altruista e serve Amauri che arriva a tu per tu con Bizzarri, bravo ad uscire con i tempi giusti. Neanche il portiere argentino può nulla un attimo dopo sul diagonale di Del Piero, ma ci pensa il palo a salvarlo. Si va così al riposo con un 1-0 che non la dice tutta sul netto predominio bianconero.

    La ripresa parte con lo stesso copione. Il Catania non vuole (o non riesce) ad attaccare. La partita continua a farla la Juve, ma c’è sempre da fare i conti con Bizzarri. Il portiere argentino compie un miracolo (coi piedi) su Del Piero e poi salva su Marchionni. All’8’ c’è anche spazio per le proteste per un presunto rigore non fischiato per fallo su Sissoko.

    I bianconeri giocano sul velluto e ogni ripartenza dà l’impressione di poter essere pericolosa. Zenga prova a mandare in campo Paolucci (prodotto di scuoala Juve) al posto di Plasmati. Ma il neo entrato ha giusto il tempo di entrare per assistere dal campo alla fine dei giochi. In due minuti, la Juventus crea tre palle gol da manuale che si tramutano in due gol (Giovinco e Del Piero) e in una traversa (ancora del capitano).

    Il 3-0 mette la parola fine ad una partita che stata a senso unico fin dall’inizio. Ranieri ha così modo di far prendere gli applausi a Giovinco (dentro Esposito) e far rifiatare Sissoko (entra Poulsen). Ma il più fatto. Nonostante gli ultimi tentativi di un Amauri mai sazio, il risultato non cambia più. La Juventus va avanti e attende il Napoli nei quarti. Si giocherà ancora all’Olimpico il prossimo 4 febbraio.



    December 28

    Amauri e Manninger: «La Juve che emozione!»

    28 dicembre 2008

    Due volti nuovi, due sicurezze per la Juventus. Uno, Manninger, chiamato a sostituire Buffon, il miglior portiere del mondo, è riuscito a non farlo rimpiangere. L’altro, Amauri, con l’assenza di Trezeguet, il miglior bomber straniero della storia bianconera, è diventato il primo terminale offensivo della Juve, a suon di gol, le ha permesso di rimanere in corsa su tutti i fronti. Il loro è stato un 2008 ricco di soddisfazioni ed emozioni: «Due cose ricordo con particolare piacere – spiega il portiere a Juventus Channel - la fine del campionato con il Siena e firmare per la Juve». «Battere la Juve per la prima volta e poi arrivare in bianconero – gli fa eco l’attaccante - Quello è stato il momento più bello di quest’anno».

    Per entrambi l’avventura alla Juventus è iniziata da pochi mesi ed entrambi sono rimasti colpiti dall’ambiente trovato a Torino: «Sono arrivato quattro mesi fa – ricorda Manninger - e ho visto subito un gruppo unito e credo che questa sia la forza della nostra squadra».
    «Da fuori tutti sanno che è un club straordinario – prosegue Amauri - ma vivendolo dall’interno, beh, posso dire che lo è ancora di più».

    Per il nuovo anno, entrambi sono estremamente positivi: «Dal 2009 mi aspetto continuità – spiega Alex - un miglioramento personale e vincere qualcosa. E’ per questo che siamo tutti alla Juve». «Che sia ancora meglio del 2008 – interviene il bomber -quello che un po’ tutti ci auguriamo».

    Spostando il discorso su temi extracalcistici, l’avvenimento del 2008 che ha colpito di più entrambi è il medesimo: «La crisi economica mondiale penso abbia impressionato tutti», è il pensiero di Amauri, subito seguito da Manninger: «Ci sono state persone che hanno risparmiato per quarant’anni e sono rimasti senza nulla. Mi spiace, perché si vede in questi momenti che il mondo è poco sicuro».

    December 21

    Battuta l’Atalanta 3-1!

    21 dicembre 2008

    Si voleva chiudere in bellezza il 2008 e così è stato. Una Juventus spietata conquista un’importante vittoria sul campo dell’Atalanta. Un 3-1 maturato nel corso di una partita vivace in cui la squadra di Ranieri ha capitalizzato al meglio le occasioni create.

    Parte bene l’Atalanta che si propone in avanti al primo minuto con Doni, il cui tiro finisce sul fondo, e due minuti più tardi con Floccari, uno dei giocatori nerazzurri più in forma, che costringe Manninger a una difficile parata. La Juventus accusa il colpo, ma riparte subito e prova una serie di offensive, andando anche in gol con Chiellini, ma l’arbitro Farina annulla per fuorigioco. Al 12’ ancora Floccari pericoloso, con un colpo di testa che finisce fuori. L’attaccante atalantino è senza dubbio il più vivace della prima fase della partita, come dimostra anche il suo tiro al 19’, questa volta parato da Manninger senza difficoltà. Da questo momento in poi comincia la crescita della squadra di Ranieri che si propone in avanti con sempre maggiore insistenza fino alla mezzora quando passa meritatamente in vantaggio. Sissoko vince un contrasto con un avversario, serve un ottimo pallone a Marchionni che dalla destra crossa al centro per Del Piero. Il capitano in corsa insacca il gol dell’1-0. Passano sette minuti e arriva anche il raddoppio, firmato Legrottaglie, che proprio in settimana si augurava di chiudere il 2008 con un gol, magari di testa, che in campionato ancora gli mancava. Il difensore mette in rete,  proprio con uno splendido colpo di testa su angolo di Del Piero, la rete che consolida il vantaggio bianconero sul campo di Bergamo.

    Nella ripresa l’Atalanta torna in campo con Vieri e De Ascentis al posto di Valdes e Talamonti. E’ proprio l’ex attaccante bianconero, dopo tre minuti, a regalare un dispiacere alla squadra di Ranieri accorciando le distanze con un gol di testa (1-2). La squadra di Del Neri a questo punto prende fiducia e va a caccia del pareggio. Ne nasce una partita molto frizzante, con continui cambi di fronte, ma in realtà grosse occasioni da gol non ce ne sono. Proprio quando la pressione dell’Atalanta sembra aumentare, arriva la doccia fredda per i padroni di casa. Su punizione per l’ennesimo fallo su Del Piero, Marchionni mette in mezzo un pallone che Amauri con uno splendido stacco di testa mette in rete per il 3-1. Nel finale la Juventus gestisce il risultato e, al fischio finale, porta a casa tre punti preziosi che le permettono di mantenersi in scia della capolista in attesa della ripresa del campionato in gennaio.

    December 09

    Ranieri: «Voglio il primo posto»

    9 dicembre 2008

    La Juventus è già qualificata agli ottavi di finale, ma andrà in campo con la grinta e la determinazione di sempre, perché c’è in ballo il primato nel girone e perché è abituata così. Questo è il concetto chiave della conferenza stampa di vigilia tenuta da Claudio Ranieri che, dall’alto della sua esperienza internazionale, non si sbilancia su quale potrà essere il prossimo avversario negli ottavi, che si arrivi da primi in classifica o da secondi: «In Champions non contano i nomi – spiega Ranieri – ma la condizione psicofisica in cui le squadre si presentano all’appuntamento. Quando arrivai in semifinale con il Chelsea eravamo quattro sorprese, il che significa che le squadre più accreditate erano fuori. Ripeto, contano di più le condizioni psicofisiche, unite alle motivazioni».

    Tornando alla gara con il Bate, Ranieri non può dimenticare la prima mezzora subita nella gara di andata: «Del Bate temiamo tutto, ci ricordiamo perfettamente l’avvio a Minsk, tutti correvano, si aiutavano e noi abbiamo sofferto tantissimo». A proposito di ricordi, gli chiedono di parlare dei momenti clou di un girone difficile, ma superato alla grande: «Real a parte, è stata importante la vittoria all’esordio con lo Zenit, perché ci ha permesso di partire bene in un momento in cui noi non eravamo al massimo e loro sì»

    In conclusione il messaggio di Ranieri è chiaro: «Dobbiamo finire primi, fare bella figura con una buona gara e mantenere il ritmo che abbiamo tenuto ultimamente».

    Nedved: «Con il Bate massima concentrazione»


    9 dicembre 2008

    E’ Pavel Nedved il protagonista della conferenza stampa di vigilia assieme a Claudio Ranieri. I giornalisti domandano all’allenatore se c’è la possibilità di vedere Nedved centrale a fianco di Marchisio, vista la squalifica di Sissoko e Zanetti al rientro dopo un lungo stop. Il tecnico bianconero risponde: «E’ importantissimo per noi che Pavel sappia sacrificarsi per la squadra. Lo fa quando gioca nel suo ruolo, l’ha fatto benissimo nel momento del bisogno quando l’ho utilizzato da centrale». Al suo fianco, Nedved viene interrogato sulla possibilità che un ruolo da centrale possa allungargli la carriera: «Secondo me nel calcio si corre dappertutto, non so se come centrale potrei giocare più anni, quello che so è che per me è importante sacrificarmi per la squadra e essere a disposizione dell’allenatore nel momento del bisogno»

    Nedved allontana il pensiero Milan, adesso c’è solo il Bate: «La Champions va affrontata con grande concentrazione, altrimenti rischi di fare una figuraccia». Ma è più facile arrivare in fondo rispetto al campionato? «Magari fosse così! Non c’è niente di facile, né il campionato né la Champions. Sbagli una partita e sei fuori. Noi vogliamo arrivare fino in fondo, quindi non dobbiamo commettere errori»

    Un girone difficile superato alla grande, e con il Bate si gioca per il primato: «Questo girone, che non era affatto facile – chiude Nedved -ha contribuito ad aumentare la consapevolezza in noi stessi, ci ha resi più forti, anche dentro»

    Recuperato Del Piero. Iaquinta out

    9 dicembre 2008

    Dopo l’allenamento di vigilia in vista dell’ultima gara del girone di Champions League buone notizie per Alessandro Del Piero, recuperato dall’affaticamento muscolare alla coscia destra che gli aveva impedito di partecipare alla trasferta di Lecce. Fermo invece Iaquinta, vittima di un dolore alla colonna cervicale. Squalificato Sissoko.

    Ecco l’elenco completo dei convocati:

    3        CHIELLINI Giorgio
    4        MELLBERG Olof
    6        ZANETTI Cristiano
    8        CARVALHO DE OLIVEIRA Amauri
    10        DEL PIERO Alessandro
    11        NEDVED Pavel
    12        CHIMENTI Antonio
    13        MANNINGER Alexander
    19        MARCHISIO Claudio
    20        GIOVINCO Sebastian
    21        GRYGERA Zdenek
    28        MOLINARO Cristian
    29        DE CEGLIE Paolo
    32        MARCHIONNI Marco
    33        LEGROTTAGLIE Nicola
    31        NOCCHI Timothy
    35        ESPOSITO Simone
    36        CASTIGLIA Luca
    38        D'ELIA Salvatore
    41        ARIAUDO Lorenzo
    December 08

    Giovinco e Amauri chiudono i conti, la Juve resiste

    Lecce bello ma poco concreto. La squadra di Ranieri non smentisce le premesse che avevano accompagnato la trasferta in Puglia e vince 2-1.



    Venti è due volte 10. Venti è anche il numero di maglia di Sebastian Giovinco, due volte Alex Del Piero. Il capitano, che ha sostituito in questo Lecce-Juventus. I tre punti raccolti in trasferta consentono di interpretare quel 'Non firmo per il secondo posto' di mister Ranieri e confermano tutte le promesse di quel numero 20. Sua la punizione, esemplare, tradotta in rete. Il resto è opera di Amauri che addomestica l'impennata finale del Lecce. I bianconeri vincono 2-1 e rimangono a -6 dall'Inter.

    EQUILIBRIO - Claudio Ranieri si ritrova a dissimulare le difficoltà. Si affida a Giovinco, titolare dal 1', in attacco con Amauri. La lista degli infortunati si è allungata (Del Piero, Iaquinta, Tiago, Buffon, Poulsen, Knezevic, Zebina, Salihamidzic, Andrade, Camoranesi, Trezeguet) e il tecnico si reinventa una giovane Juve che stenta a sbloccarsi. Marchionni impone ritmo, Seba costruisce le due occasioni migliori di questi primi 45'. Chiellini, al 19', non riesce ad arrivare su un palla-assist di Giovinco scaturita da un calcio di punizione. L'altra è un tiro lungo per Marchionni, ma è in fuorigioco. Allo scadere si vede Tiribocchi in zona Manninger. E' solo uno scatto, nulla di più.

    SEBA+AMAURI - E' la giornata di Sebastian. La sua punizione, perfetta, aggira la barriera il suo un destro puntuale a giro svincola la Juve dall'incertezza. Al 57', finalmente, la partita muta. Onore al Lecce che insiste fino al pareggio che disarma la Juve a 7' dallo scadere. Merito di Cacia, entrato a match iniziato, su suggerimento di Giacomazzi. Questione di tempo, questione di centrimetri. Amauri risistema con un colpo di testa i conti al 90'. Giovinco l'ha sempre detto che è non dall'altezza che si giudica un giocatore. In questo caso, veramente, non conta.

     
    Il gol di Giovinco al Lecce
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    December 03

    La Juve pensa a Ibisevic

    L'attaccante rivelazione della Bundesliga è al centro dell'interesse di molti club tra cui anche quello bianconero che avrebbe avviato i primi contatti.
    La Juve pensa a Ibisevic

    Con diciassette gol in quindici partite Vedad Ibisevic è il personaggio del momento in Germania, dove si segue con attenzione ed entusiasmo la favola di questo ventiquattrenne che con la maglia della matricola Hoffenheim insegue il record di quaranta reti di Gerd Muller.Primato o no, l'attaccante bosniaco si è già conquistato le copertine dei giornali e soprattutto l'attenzione di molte big d'Europa che lo stanno seguendo con attenzione in attesa di capire se si tratti davvero di un bomber eccezionale come sembra in questo momento. Il Werder è molto interessato, ma anche in Italia il nome di Ibisevic è sul taccuino di grandi club.Tra questi c'è la Juventus che vorrebbe per la prossima stagione un bomber di razza per non trovarsi di nuovo in emergenza come quest'anno per l'infortunio di Trezeguet.
    December 02

    La Juve è tornata al lavoro


    2 dicembre 2008

    La Juventus è tornata al lavoro questo pomeriggio, per iniziare a preparare la sfida con il Lecce, fissata per domenica prossima. Ranieri ha ritrovato il gruppo al completo dopo che già ieri a Vinovo avevano lavorato Poulsen, Trezeguet e Salihamidzic. I tre anche oggi hanno svolto un allenamento differenziato. Il danese è sceso in campo prima dei compagni e ha svolto una corsa leggera con il preparatore Andrea Scanavino, che poi ha seguito anche il lavoro di David e Brazzo. Quest’ultimo ha corso anche con il pallone, provando i cambi di direzione.

    La squadra, dopo il riscaldamento, ha invece svolto alcuni esercizi di tecnica, prima di essere divisa in due gruppi: da una parte i difensori e gli attaccanti, dall’altra i centrocampisti con l’aggiunta di Molinaro e De Ceglie. I due gruppi sono stati impegnati a turno in esercizi uno contro uno e nel torello, prima di dare vita alla consueta partitella che ha chiuso l’intensa seduta di lavoro.